Web, 6 Novembre 2008
A questa analisi spinoza (e divertentissima) ha contribuito anche il nostro foresto e noi siamo molto orgogliosi. Si sa.
[la redazione]
Spezia, 19 Luglio 2008
Sono andato a scuriosare nelle faccende dei Mille. Ho sfogliato blog, visto un po’ di video, letto i commenti e gli articoli dei partecipanti alla kermesse romana dello scorso weekend. Un parere da esterno, senza che nessuno si senta offeso. In molti casi più che la voglia di uccidere il padre – metaforico obiettivo del convegno – è emerso negli oratori e nei commentatori un desiderio abbastanza conscio di farlo innamorare, quel padre. Il tentativo dei Mille avrà risultati apprezzabili se sarà in grado, come detto da alcuni oratori, di generare idee più che di clonare nuovi piccoli leader. La creazione della classe dirigente deve venire di conseguenza, non essere il primo traguardo. Solo così si potrà offrire qualcosa di credibile a tutti noi che qui fuori annaspiamo alla ricerca di qualcosa che non possono essere solo le urla di Piazza Navona.
[ripensandoci] di [foresto]
Costellazione del Male Minore, 24 Luglio 2008
Oggi a Berlino parla Barack Obama, speranza dei democratici per un futuro politico migliore. Con il suo programma che, per quanto infinitamente più progressista e illuminato di quello del suo avversario McCain, non può fare a meno di contenere una serie di cose inaccettabili per noi ma indispensabili per avere il consenso dei suoi elettori potenziali. A partire da alcune piroette su pena di morte, finanziamento pubblico, antiterrorismo. In questo senso si spiega forse l'entusiasmo del PD per questa candidatura. Obama è la proiezione su scala planetaria del fatto che un programma progressista, oggi, non può prescindere da piccole o grandi fughe nella pancia della gente. E' la globalizzazione della teoria del male minore. Eppure dobbiamo tifare per lui, augurandoci che sia abbastanza forte da imporsi sulle forze conservatrici che proveranno a tenerlo sott'acqua. Per lui, per noi.
[ripensandoci] di [foresto]
Web, 30 Luglio 2008
Digitando "youtube" su google compare, da mesi, come unico video sponsorizzato "Enrico Letta si candida alle primarie del PD". Delle due l'una. O non si è ancora rassegnato per l'inattesa sconfitta. O si è dimenticato di disdire l'affitto di Google. Nell'uno e nell'altro caso, avvisatelo.
[note a margine] di [foresto]
Nella “blogosfera democratica” (Dio mi perdoni per aver usato queste parole) si parla in questi giorni delle primarie per l’elezione del segretario dei Giovani Democratici che potrebbero chiamarsi Young Democrats, come si dice si mormora e nessuno smentisce. Si sfidano un vincitore predestinato, un outsider proveniente dal web e una rompiscatole. Quasi un remake delle primarie dei grandi di un anno fa con Fausto Raciti, ex segretario della Sinistra Giovanile, nel ruolo che già fu di Walter Veltroni. Insomma, vinca il migliore o almeno quello che l’establishment ritiene tale. Da parte mia auguri a Dario Marini (l’outsider) e la speranza che l’apporto di Giulia Innocenzi sia radicalmente propositivo.
[note a margine] di [foresto]
In un Paese anormale, 11 Novembre 2008
Immaginate per un attimo di essere in un Paese normale. Ci sono alcuni lavoratori che attuano un cosiddetto "sciopero bianco", ovvero ritardano le operazioni applicando il regolamento. E tutto si blocca.
Da cui deduciamo che quando le cose vanno "bene" i regolamenti vengono considerati un inutile accessorio. Quindi la prassi, il "quieto vivere", consigliano di trascurarli per fare scivolare meglio gli ingranaggi.
Oppure - seconda ipotesi - i regolamenti sono davvero utili, magari per la sicurezza dei lavoratori e di chi usufruisce del servizio o anche solo per il rispetto delle leggi che, belle o brutte che siano, ci stanno. E allora la loro non applicazione, ancorché utile e ben gradita a tutti, è comunque un'infrazione, magari pericolosa, potenzialmente gravissima.
In quel Paese normale di cui dicevo all'inizio a questo punto qualcuno dovrebbe tirare le somme eliminando i regolamenti inutili e facendo rispettare quelli utili. Ma si tratta evidentemente di un'ipotesi scolastica.
[ripensandoci] di [foresto]
Xanadu, 5 novembre 2008
Insomma è fatta. Finalmente in America verrà abolita la pena di morte e le armi torneranno fuori dalla portata di tutti. Verrà aperto un tavolo di confronto internazionale per la soluzione del conflitto israelo-palestinese al quale parteciperà anche Ahmadinejad. La crisi economica mondiale verrà affrontata con soluzioni di lungo periodo e i forti tagli alle spese militari consentiranno di affrontare una strategia globale contro la fame nel mondo. Sull'onda dell'entusiasmo in Italia la sinistra radicale tornerà in Parlamento e il PD al governo. Ah, dite che così è troppo?
[ripensandoci] di [foresto]
Mondo, 11 Ottobre 2008
La malattia della finanza americana e le medicine socialiste somministrate per curarla (o almeno per provarci) ci mostrano un lato inedito dell’economia globale: un pressappochismo al quale non eravamo sinceramente abituati. Anche nelle devastanti ere reagan-thatcheriane la politica economica sembrava seguire una strategia ben precisa. Oggi invece abbiamo una gestione dissennata, fatta di provvedimenti tattici e tardivi, evidentemente fuori da ogni visione di lungo periodo. Ci abbiamo messo tre anni a intuire che la crisi dei subprime avrebbe causati disastri. Due anni per capirla. Un anno per intervenire, con massicci aiuti statali. Le borse precipitano, e sarebbe il meno se non trascinassero con sé anche le aziende che ci stanno dietro. Il petrolio sale e scende fuori da ogni schema. La lezione? Non si può’ chiedere troppo agli anticorpi di un mercato sottoposto a tante distorsioni. Il liberismo à la carte, del quale in Italia siamo maestri, è forse davvero alla fine.
[ripensandoci] di [foresto]
Spezia, 1 Settembre 2008
Brunetta spiega quotidianamente sui giornali come colpirà i fannulloni.
Così i fannulloni passano le giornate a leggere gli articoli di Brunetta.
Invece di lavorare.
[note a margine] di [foresto]
Spezia, 11 Luglio 2008
TG5 delle 13. Servizio sul momento di crisi del mercato finanziario. Il giornalista introduce dicendo che "alcune banche" stanno correndo ai ripari e propongono ai clienti pacchetti più sicuri. Ad esempio - ma dai! - intervistano Enio Doris di Mediolanum (sì, quello che faceva i cerchi per terra) e gli offrono uno spottino nel quale ci racconta dei tranquillissimi prodotti della sua banca. A seguire, il servizio sull'I-Phone con il sottinteso "corete che so' gli urtimi". Insomma, pacchetto completo. Quasi da far rimpiangere Mollica che parla dell'ultimo disco uscito.
[note a margine] di [foresto]
USA, 5 Settembre 2008
Ieri su Sky viene riproposto il discorso di Sarah Palin, candidata vicepresidente USA per i repubblicani. A prescindere dalla vuotezza politica del discorso, evidenziata anche da Sofri (*), mi ha colpito l'utilizzo di marito e figli come armi di distrazione di massa. Durante l'imbarazzante e lunghissima presentazione iniziale le telecamere rimbalzavano soprattutto tra il figlio grande che andrà in Iraq a difendere il suo Paese e l'ultimo arrivato Trig, la cui stessa esistenza a scapito della malattia è diventata argomento elettorale di gran pregio. Nel contorno il marito, campione di motoslitta (accipicchia, complimenti!) e le altre figlie. In verità non sono certo se quella che si è fatta mettere incinta da un amico fosse presente e trascurata dalle telecamere oppure se proprio non c'era. Comunque un senso di infinita tristezza, una pagina enciclopedica di ipocrisia e di ostentazione dei valori gridati più che sentiti. Insomma, funziona. Ora per Obama è davvero dura.
[ripensandoci] di [foresto]
Roma, 27 Ottobre 2008
Sempre impeccabile, Zoro ci racconta gli ultimi quattro mesi di patemi democratici.
[note a margine] di [foresto]
Sofia, 21 Luglio 2008
Stamani ho sentito la notizia alla tivù, mentre facevo colazione. Non ci ho dato peso. Pensavo fosse colpa del sonno. Invece è proprio vero. Nel nuovo PDCI sono vietate le correnti. Questa regola dovrà essere «assolutamente rispettata da tutti», dice il segretario Diliberto, riconfermato alla guida del partito dopo il successo elettorale. "Non potremo andare all'incontro con il Prc in ordine sparso. In questo dobbiamo essere tetragoni e ricordare che la nostra cultura è quella marxista e leninista." Ancora, nonostante le molte ore dal risveglio, mi sembra davvero incredibile che in un documento programmatico del 2008 ci siano scritte robe simili. Che faranno? Considereranno come "adunate sediziose" i raggruppamenti di più di due consiglieri? E i poveri compagni non tetragoni saranno costretti a cercare accoglienza in una delle molte correnti del PD?
[note a margine] di [foresto]
Spezia, 17 Luglio 2008
La squadra della mia città, lo Spezia, che fallisce dopo essere stata per la prima volta da una vita in B. Sei milioni di euro spariti, libri in tribunale. Gente che ci ha creduto e ha tirato fuori soldi di tasca propria che ora piange, non per modo di dire, piange davvero. Per strada. Non per i soldi, per il sogno che è sparito.
Poi un ciclista, Riccardo Riccò, che stacca tutti in salita al Tour de France. Si becca vittoria di tappa, copertina della Gazzetta e paragoni con Pantani tornato per l’occasione un eroe da imitare e da indicare alle nuove generazioni. In effetti il paragone ha retto. Positivo all’antidoping, interrogato dalla polizia, cacciato dalla corsa. Avanti il prossimo.
Per fortuna che tra due settimane cominciano le Olimpiadi cinesi, lo sport nella sua essenza più pura e pulita. O quanto meno ripulita. Dal sangue dei tibetani.
[note a margine] di [foresto]
Spezia, 4 Settembre 2008
Non vogliamo unirci al facile coro di chi critica la Gelmini, fustigatrice delle scuole meridionali, che a suo tempo avrebbe scelto (per la verità come moltissimi candidati settentrionali) la facile sede di Reggio Calabria per l'esame di abilitazione alla professione forense. E' che questi ministri preferiscono testare le cose prima di criticarle. Per esempio Berselli sull'Espresso ci ricorda di come Brunetta sia stato tra i socialisti dell'ultima era, che quanto a inserimenti di fannulloni nella PA non scherzavano. Ora sappiamo che non era in malafede: stava solo creando le basi per la sua futura fama.
[note a margine] di [foresto]
Vuoti d'aria, 18 Settembre 2008
Da una parte i lavoratori Alitalia, 3500 esuberi previsti, che mettono a ferro e fuoco Fiumicino per difendere il loro posto di lavoro. E dietro politici, imprenditori quasi favorevoli al libero mercato e frotte di sindacalisti che cercano di suggere il midollo a quel che resta della compagnia.
Dall'altra i lavoratori Lehman Brothers, 6000 licenziati solo in Europa, che vengono ripresi dai TG mentre escono con le loro scatoline dai grattacieli londinesi. Ostentano - almeno quelli che vengono intervistati - ottimismo nelle capacità di ricollocazione. Dicono frasi tipo "il mercato è fatto così". Altri probabilmente, lontani dalle telecamere, coveranno una disperazione e una rabbia non dissimili da quelle dei colleghi di Alitalia. Ma se la terranno per sè.
Niente Circo Barnum fuori dai loro uffici.
[ripensandoci] di [foresto]
Spezia, 29 Luglio 2008
Ancora una riflessione dopo i tremebondi show estivi di verdi, comunisti e rifondaroli. Alla fine pare - un po' da tutti, in modo eclatante da Rifondazione - che la sconfitta elettorale sia da addebitare al fatto di essersi presentati assieme. Mai più uniti a sinistra, dicono dalle parti di Ferrero, nuovo monarca quasi di minoranza di RC. Come se la scomparsa di fatto dei voti alla sinistra, confluiti in maggioranza nel PD, fosse un fatto politico e non meramente elettorale. Ecco, magari deluderò qualche compagno piddino ma bisogna sfatare un mito. La dissoluzione della sinistra è dipesa in grandissima parte dal tentativo dei suoi simpatizzanti di salvare il paese da Berlusconi, votando l'unica coalizione in grado - in caso di miracolo - di giocarsela con il PdL. Alla fine Veltroni ha straperso e la sinistra ha confuso l'effetto con la causa e si è disintegrata. Ma nessuno può immaginare che con quella sconfitta sia scomparso il popolo di sinistra, né che quel vuoto pneumatico possa essere riempito solo dal PD. Di certo c'è bisogno di uscire, alla velocità della luce, dagli squallidi spettacoli parapolitici di questi giorni.
[ripensandoci] di [foresto]
Web, 31 Luglio 2008
Wittgenstein linka un articolo dell'Atlantic Monthly fortemente critico sul new-fascismo che pervade la penisola. Leggi questo articolo e ti chiedi chi siano questi che dicono cose che qui non si possono più dire. Wikipedia ci racconta trattarsi di una ultracentenaria rivista, tendenzialmente di centro-destra. Sospiro di sollievo.
[note a margine] di [foresto]
Circo Massimo, 25 Ottobre 2008
Già dall'inizio si era capito dove si sarebbe andati a parare. E non parlo dei cortei, belli e colorati, periodiche processioni sempre meno laiche. Parlo del discorso del segretario, e con esso della linea del partito. Si è capito da subito, dall'elogio dei partigiani e dal biasimo del berlusconi afascista, dal ricordo di Foa e dei Fratelli Rosselli, che quello di oggi sarebbe stato un giorno decisivo per l'ondivaga strategia del PD. Se qualcuno aveva creduto (o finto di credere o fatto credere) che la strada per cacciare berlusconi fosse quella di non nominarlo, beh, oggi quel qualcuno ha riaperto gli occhi. Finchè esiste il veleno del berlusconismo l'unico antidoto è il suo contrario. Il discorso di Veltroni è stato lontano da quei toni tenui annunciati nei quattro mesi di preparazione. E' stato un discorso netto, di protesta prima che di proposta, nel quale la retorica obamiana è stata di nuovo squarciata, qua e là, dal radicalismo, dall'urlo di rabbia. "Il Paese è meglio della destra che lo governa", ha ripetuto Walter come un mantra. Per convincersi, forse, che questo centrosinistra possa ancora essere meglio del Paese e meglio dei propri avversari. Noi lo speriamo. La gente che oggi era là lo pretende.
[note a margine] di [foresto]
United States of America, 3 Settembre 2008
Obama ha scelto come vice una persona che richiama l'esperienza del suo rivale McCain. Mc Cain ha scelto come vice una persona che rompe gli schemi come il suo rivale Obama.
Interessante questo modo di fare politica per successivi aggiustamenti, per cui i due ticket devono avere un uguale mix di esperienza, progressismo, conservatorismo. Ovvero, alla fine, somigliarsi.
Cosa impossibile in Italia per diversi motivi. Uno su tutti l'unicità del fenomeno Berlusconi che, con buona pace di chi pensa il contrario, non è in alcun modo ripetibile né avvicinabile. Per fortuna.
[note a margine] di [foresto]
